INGEGNERI NEL WEB

“INGEGNERI NEL WEB”

-SITI DI APPUNTI, INFORMAZIONE E FORMAZIONE ONLINE-

Di Alice Quaglia (Ingegnere civile e docente ECDL)

(Articolo oggetto di prossima pubblicazione presso la rivista “ProgettandoIng” (anno 2016, numero dedicato all’Informazione) dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, Nerbini editore).

Alcuni anni fa, e più precisamente nel dicembre del 2010, quando ancora studiavo all’Università degli Studi di Firenze, mi venne l’idea di creare un sito internet di ingegneria civile incentrato sulla progettazione strutturale, argomento “cardine” per tutti coloro che come me intraprendono o hanno intrapreso questo corso di laurea.

L’intento era quello di fornire ad altri studenti materiale, informazioni utili e consigli per la preparazione degli esami universitari, dato che –tramite la mia esperienza personale di studentessa- avevo potuto constatare una certa penuria nel web di notizie su questo argomento, dovuta certamente anche alla sua specificità.

Fu così che, dopo alterne vicende, nacque nella primavera del 2012 il sito internet che ho scherzosamente chiamato dal mio nome “Alice Unifi” (www.aliceunifi.altervista.org), dedicato alla preparazione dell’esame di tecnica delle costruzioni, e successivamente anche alla stesura della tesi di laurea. Il riscontro da parte degli studenti è stato pressoché immediato, tanto che già una decina di giorni più tardi ho cominciato ad essere contattata per avere informazioni sul materiale postato, consigli sugli esercizi assegnati in sede d’esame o sulle progettazioni da svolgere. Cosa questa che mi ha fatto davvero molto piacere.

INGEGNERI NEL WEB - Una pagina del sito internet di ingegneria civile www.aliceunifi.altervista.org, dalla quale risulta visibile la struttura stessa del sito
INGEGNERI NEL WEB – Una pagina del sito internet di ingegneria civile www.aliceunifi.altervista.org, dalla quale risulta visibile la struttura stessa del sito

E così pochi mesi più tardi, “Alice Unifi” è stato seguito da “Alice Appunti” (www.aliceappunti.altervista.org), il quale all’inizio avrebbe dovuto consistere in un piccolo sito indipendente da “Alice Unifi” e dedicato unicamente a fornire le basi della progettazione stradale, della progettazione idraulica e qualche indicazione di disegno tecnico, ma che nell’arco del successivo anno è diventato invece un sito di ingegneria civile assai più grande del primo e contenente quasi tutti gli appunti completi previsti per questo corso di laurea. “Alice Unifi”, seppur creato per primo, ne è pertanto diventato automaticamente la prosecuzione.

INGEGNERI NEL WEB - Una pagina del sito internet di ingegneria civile www.aliceappunti.altervista.org, dalla quale risulta visibile la struttura stessa del sito
INGEGNERI NEL WEB – Una pagina del sito internet di ingegneria civile www.aliceappunti.altervista.org, dalla quale risulta visibile la struttura stessa del sito

Da allora i due siti, pur restando un’attività privata che svolgo nei momenti liberi concessi dall’attività lavorativa, sono andati avanti e sono cresciuti. Sono veramente tanti –al punto che non sarei neanche più in grado di quantificarli- gli studenti, i professionisti e le aziende che mi hanno contattato via e-mail o su Facebook per comprare appunti, avere dei consigli sulla progettazione o informazioni sugli argomenti trattati, richiedere consulenze o anche ripetizioni private.

Questa attività mi ha permesso anche di venire a conoscenza di altri siti internet simili al mio (sebbene forse un po’ più legati alla sola vendita di appunti che non al fornire aiuto e spiegazioni riguardo alle materie d’esame), molto validi, e di cui altrimenti avrei ignorato l’esistenza, realizzando così quanto il web sia negli anni diventato un potentissimo sussidio didattico. Non solo, ma mi ha anche permesso di constatare l’effettiva potenza dei servizi informatici nel mettere in contatto tra loro studenti e professionisti, agevolando la comunicazione e il diffondersi delle informazioni, cosa impensabile –per lo meno su così vasta scala- anche solo dieci anni fa.

In poco tempo si è assistito alla nascita e al proliferare dei siti degli istituti di formazione, di facoltà e degli ordini professionali, attraverso i quali essere subito e comodamente informati riguardo cambiamenti, appuntamenti, conferenze, procedure e risultati, il tutto seguito qualche anno più tardi dai forum di discussione messi a disposizione dai siti –ufficiali e non- per postare domande, ricevere consigli e pareri, dalle pagine Facebook su cui postare compiti o esercizi, dalle lezioni o ripetizioni su Skype, dai siti di appunti online.

Tutto questo mi fa riflettere su come il graduale processo di informatizzazione -attuato soprattutto a partire dagli inizi di questo secolo- si sia pian piano insinuato nelle nostre vite e sia andato a condizionare sempre più anche il campo dell’istruzione (soprattutto quella universitaria), grazie alla nascita di siti ufficiali e di un fitto sottobosco di siti non ufficiali, generalmente creati e gestiti dagli stessi studenti. In particolare mi offre un’occasione per ripercorrere le tappe che hanno portato il web e i suoi servizi a diventare in pochi anni la principale fonte di intrattenimento, di comunicazione, di informazione -e a questo punto anche di “formazione”- della nostra epoca, superando ampiamente le previsioni di coloro che hanno assistito all’avvento sul mercato dei primi computer e alla nascita dei primi servizi online.

Ricordo che fino a non troppi anni fa -pressappoco fino agli inizi del nuovo millennio- ci si interrogava spesso sul rapporto esistente tra il “libro” e la “televisione”, in quanto dall’ultimo dopoguerra fino ad allora essi avevano rappresentato per il cittadino medio i due principali veicoli di intrattenimento e informazione.  Il primo ha una storia antica e rimanda ad un “mondo di carta” silenzioso e contemplativo, dove intrattenimento e informazione richiedono pazienza e stimolano l’immaginazione; il secondo ha invece una storia assai più recente e rimanda ad una “realtà tecnologica” fatta di suoni e immagini, dove intrattenimento e informazione si consumano nell’arco di poco tempo, in modo più immediato e usufruibile dalle masse.

Data dunque la natura così differente di questi due veicoli di comunicazione e informazione, ci si chiedeva se essi avrebbero continuato a coesistere, oppure se, col tempo, uno dei due fosse destinato a soppiantare l’altro.

Benché i pronostici dessero per favorita la televisione in quanto più moderna, più veloce e più utilizzata dalle masse, il libro non ha mai veramente rischiato l’estinzione, sebbene avesse già all’epoca assistito ad un netto calo della sua popolarità. Questo perché, se il cittadino medio preferiva di gran lunga la televisione per i suoi momenti di relax e di svago, essa continuava –seppur con le dovute eccezioni- ad essere considerata uno strumento non adeguato per istruire ad alti livelli, per documentarsi su argomenti complessi, per diffondere o acquisire conoscenza. Ruolo questo ricoperto invece egregiamente dal libro, la cui “natura silenziosa” e i ritmi lenti e portati alla riflessione ne facevano il veicolo di informazione ideale per chi doveva insegnare, per chi doveva apprendere, per chi doveva esprimere un’opinione, per chi doveva approfondire le proprie conoscenze. All’inizio del nuovo millennio, dunque, televisione e libro continuavano a coesistere più o meno pacificamente, in una condizione di quasi completo monopolio: alla “chiassosa” televisione spettava il monopolio quale strumento di intrattenimento per le masse, mentre al libro spettava un monopolio un po’ più elitario quale strumento di conoscenza, istruzione e informazione.

Ma già da molto tempo aveva fatto la sua comparsa nel mercato un terzo “personaggio”, che aveva cominciato la sua ascesa negli anni ‘80 e aveva conosciuto uno straordinario sviluppo negli anni ’90, il quale era destinato ad affermarsi quale nuovo, principale, indiscusso strumento sia di intrattenimento che di informazione/diffusione della conoscenza: internet, e ancor più in particolare il suo principale servizio, il web.

E così, a partire dai primi anni duemila, i grandi cambiamenti nel settore tecnologico ed  informatico hanno sviluppato a tal punto le capacità e funzionalità del web da renderlo un fenomeno di proporzioni fino a poco tempo prima inimmaginabili. Il suo grandissimo successo -soprattutto presso i più giovani- ha pertanto fatto sì che esso si scagliasse sul mondo del libro e della televisione, imponendosi quale nuovo veicolo di comunicazione e informazione e decretando, se non il loro tramonto, per lo meno un enorme affievolimento della loro popolarità. Un “mostro” gigantesco che avanza inesorabile con la stessa potenza di Godzilla su Tokyo.

Le ragioni di questo enorme successo del web -questo spazio virtuale messo a disposizione degli utenti e destinato alla condivisione delle informazioni- sono da ricercare nella sua straordinaria disponibilità di notizie, nella facilità di ricerca del materiale in esso contenuto, nella sua diffusione su scala mondiale, nella sua estrema accessibilità da parte dell’utente. Queste quattro caratteristiche sono quelle che hanno in definitiva portato internet e il web ad affermarsi con tale influenza sia in ambito lavorativo che privato, dominando di fatto il mercato dell’intrattenimento e dell’informazione.

Nel web è possibile visualizzare e scaricare immagini, musiche e video, ed è possibile cercare informazioni su un argomento di interesse con una semplice digitazione e consultando materiale proviene da tutto il mondo e scritto in tutte le lingue, dal proprio computer di casa o da qualsiasi altro computer. Unica condizione necessaria, una connessione internet funzionante.

Il web è inoltre ampiamente disponibile agli utenti, che in esso sono liberi di caricare il loro materiale, creare i loro siti/blog, postare le loro immagini e trasmettere i propri video, e tutto questo potendo contare su una visibilità in teoria mondiale. Disponibilità questa quasi del tutto assente nel mondo del libro e della televisione, dove di fatto è molto, molto più difficile approdare e guadagnarsi il proprio spazio, dove i contenuti sono spesso e volentieri monitorati o censurati, dove il materiale pubblicato o trasmesso è strettamente vincolato all’interesse che potrà suscitare nel pubblico, e nel quale la diffusione delle informazioni non riesce di fatto a raggiungere la vasta scala raggiunta invece dal web.

Nel web è invece possibile caricare quello che si vuole e parlare di qualsiasi argomento, sia esso personale o di pubblico interesse/utilità: la censura è minima o comunque non attuata da tutte le piattaforme di “hosting” e ci si può dedicare all’attività di broadcasting raggiungendo a volte anche una certa popolarità, ma senza necessariamente farla diventare una vera, impegnativa professione. I servizi sono semplici da utilizzare, e non richiedono una conoscenza approfondita dei meccanismi informatici né dei linguaggi di programmazione.

Dettaglio non irrilevante è poi il fatto che i servizi e la condivisione dei contenuti sono nella stragrande maggioranza dei casi assolutamente gratuiti, cosa che ha ulteriormente contribuito ad indebolire il mondo della televisione e dell’editoria.

A questo si vanno poi ad aggiungere tutti i servizi di “Online Collaboration”, che specialmente a partire dagli ultimi dieci anni si sono affermati quali principali strumenti di intrattenimento, condivisione, comunicazione e informazione nel web: i “cloud”, che mettono a disposizione spazi di archiviazione su server remoti e che permettono la condivisione e modifica dei propri file in tempo reale tramite accessi concorrenti; i calendari online; i social network come Facebook o LinkedIn, che permettono non solo la diffusione e lo scambio delle informazioni ma anche la comunicazione a distanza tramite servizi di chat e messaggistica istantanea e a cui i microblog come Twitter si stanno sempre più uniformando; i forum, dove è possibile postare domande e ricevere risposte ai proprio quesiti; le comunità di videogiochi online e i canali di streaming; i siti “wiki” che rendono possibile la conoscenza in maniera collaborativa; e per ultimi i servizi/software di messaggistica istantanea e VoIP (video chiamate).

Il crescente affermarsi di questi servizi ha fatto sì che il web, inizialmente guardato con diffidenza dal mondo dell’istruzione tradizionale, venisse utilizzato anche dalle scuole, fino al nascere di  piattaforme come la LMS (Learning Management Systems) la VLE (Virtual Learning Environment) per l’apprendimento online, attraverso le quali –online- è possibile seguire lezioni e svolgere test.

La conclusione di tutte queste considerazioni è che la comunicazione, l’informazione -e adesso anche l’istruzione- sono cambiate rispetto al passato e continuano a cambiare rapidamente. O per meglio dire ciò che è cambiato sono i mezzi con cui esse vengono attuate, sempre più affidate alle ICT (Information and communication technologies) e ai servizi che esse mettono a disposizione. L’ingegneria stessa è nel web, e –grazie all’iniziativa sia dei docenti più “informatizzati” sia degli studenti- essa comincia  a far uso, in primis per poter essere insegnata/appresa, dei servizi online. Le dispense online, che fino a non troppi anni fa, parevano una gran modernità, possono all’oggi essere considerate la semplice punta dell’iceberg. Tutto un mondo al quale anch’io ho cominciato a interessarmi e a documentarmi in tempi relativamente recenti, soprattutto in seguito alla realizzazione dei miei due siti internet di ingegneria civile. Il che mi riporta a parlare nuovamente di “Alice Unifi” e di “Alice Appunti”.

Al momento essi si presentano come due siti amatoriali dove è possibile reperire appunti delle principali materie previste dal corso di laurea in ingegneria civile, spiegazioni complete sugli argomenti d’esame, informazioni e consigli di progettazione, disegno tecnico e informatica ECDL, il tutto anche grazie all’ausilio di un piccolo blog associato, a due fanpage Facebook e Google+, e a due profili Twitter contenenti i “tweet” di tutti gli ultimi caricamenti.

INGEGNERI NEL WEB - Fanpage di Facebook del sito internet www.aliceunifi.altervista.org, nella quale è possibile leggere i post relativi ai principali contenuti del sito
INGEGNERI NEL WEB – Fanpage di Facebook del sito internet www.aliceunifi.altervista.org, nella quale è possibile leggere i post relativi ai principali contenuti del sito
INGEGENRI NEL WEB - Fanpage di Facebook del sito internet www.aliceappunti.altervista.org, nella quale è possibile leggere i post relativi ai principali contenuti del sito
INGEGNERI NEL WEB – Fanpage di Facebook del sito internet www.aliceappunti.altervista.org, nella quale è possibile leggere i post relativi ai principali contenuti del sito

Penso che sarebbe interessante servirsi delle tecnologie informatiche per riuscire un giorno a trasformarli in due piattaforme più “dinamiche”, più in grado cioè di interagire con gli studenti che li consultano, e quindi più complete: attraverso l’introduzione di video lezioni –magari anche in streaming, un forum in cui a rispondere alle domande sono proprio altri studenti, un servizio di ripetizioni attraverso Skype o altri software di messaggistica istantanea e VoIP. In questo modo verrebbero ad assomigliare a siti che sono già una realtà nel web (basti pensare alle stesse piattaforme LMS e VLE precedentemente citate, o alle università telematiche), ma avrebbe il vantaggio di accostarsi alla formazione telematica ufficiale stavolta affrontando gli argomenti dal punto di vista degli studenti, come supporto e ausilio allo studio.

Ripensando a tutto quanto, a come gli strumenti di comunicazione e informazione sono andati cambiando nel tempo diventando oggi in buona parte incentrati sui servizi messi a disposizione dal web, non è esagerato ritenere che un giorno –probabilmente neanche troppo lontano- l’istruzione telematica sarà l’unica possibile: niente più sedi didattiche ma comunità virtuali ufficialmente riconosciute e certificate, niente più lezioni in aula ma video-lezioni seguite direttamente da casa, niente più esami alla cattedra, ma test a cui rispondere tramite terminale. E sempre nel web si svolgeranno anche la successiva attività da professionista: si parlerà allora di “ingegneri nel web”, “avvocati nel web”, “medici nel web”, “economisti nel web”, “formatori nel web”…

L’unica cosa che realmente frena dall’auspicare la completa realizzazione di un simile futuro è che il web e i suoi servizi –sicuramente utilissimi e comodissimi- non riescono purtroppo a creare lo stesso numero di posti di lavoro di quanti ne eliminino con la loro stessa esistenza. Caratteristica questa non di poco conto, e su cui varrebbe la pena riflettere. Ma questa è un’altra storia, per la quale occorrerebbe forse lo spazio di un altro articolo, e che conviene perciò rimandare ad un’altra occasione.


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