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TEORIA E TECNICA DELLA CIRCOLAZIONE

GLI ARGOMENTI TRATTATI NEL CORSO DI "TEORIA E TECNICA DELLA CIRCOLAZIONE" FANNO PARTE DELLA COSIDDETTA "INGEGNERIA DEL TRAFFICO", IL CUI OBIETTIVO PRINCIPALE E' LA SICUREZZA (RAGGIUNGIBILE ATTRAVERSO LA PROGETTAZIONE O L'ADEGUAMENTO/MIGLIORAMENTO DELLE VECCHIE COSTRUZIONI). 

 

PER FAR QUESTO L'INGEGNERIA DEL TRAFFICO NON PUO' NON TENERE CONTO ANCHE DEL "FATTORE UMANO", OVVERO NON PUO' NON CONSIDERARE L'UOMO COME PARTE INTEGRANTE DEL PROCESSO PROGETTUALE.

ARGOMENTI TRATTATI:

IL PROGRAMMA DI QUESTO CORSO PUO' CONSIDERARSI SUDDIVISIBILE IN TRE-QUATTRO PARTI:

 

1) ASPETTI GENERALI DELLA TEORIA DI DEFLUSSO E DELLA PROGETTAZIONE STRADALE

2) APPLICAZIONI PROGETTUALI DI BASE: semafori;

3) APPLICAZIONI PROGETTUALI DI BASE: rotatorie;

(EVENTUALE)  4) APPLICAZIONI PROGETTUALI AVANZATE (corsie di immissione, tratti di scambio, piste ciclabili, parcheggi...)

(GLI ARGOMENTI DI QUEST'ULTIMO QUARTO PUNTO NON VERRANNO IN QUESTA SEDE TRATTATI).

 

CLICCANDO SULLE  PAROLE CALDE QUI DI SEGUITO - AL TERMINE DI CIASCUN PARAGRAFO - E' POSSIBILE VISUALIZZARE E SCARICARE GRATUITAMENTE TUTTI GLI APPUNTI RELATIVI A QUESTI ARGOMENTI.

PRIMA PARTE:

ASPETTI GENERALI DELLA TEORIA DEL DEFLUSSO E DELLA PROGETTAZIONE STRADALE

PRIMA LEZIONE:

La prima lezione del corso è dedicata all'analisi del processo generale di studio di un sistema di trasporto, rappresentato attraverso un diagramma di flusso a blocchi. Lo schema mostra quali elementi condizionano la progettazione e realizzazione di una infrastruttura stradale affinchè essa non solo  essa sia sicura, ma possa anche garantire certe prestazioni.

Infine si identificano le componenti critiche del sistema traffico (utenti, veicoli, infrastrutture, elementi di controllo e aspetti ambientali), focalizzando l'attenzione -in questa prima lezione- sul primo di essi: gli utenti, intesi sia come conducenti di un veicolo che come pedoni.

Come conducenti, si definisce il TEMPO DI PERCEZIONE E REAZIONE nelle sue varie componenti, fornendone anche una stima. Come pedoni si analizzano invece la VELOCITA' PEDONALE e il TEMPO DI ATTRAVERSAMENTO. Tutti dati importanti per progettare, come si vedrà nelle lezioni successive, un incrocio semaforico.

N.B.

In questa sede, questa prima lezione non viene però riportata.

SECONDA E TERZA LEZIONE:

Nella seconda e terza lezione si affrontano invece i seguenti argomenti:

 

1) CAMPI DI VISIONE (acuta/netta, chiara e periferica);

N.B. Questo stesso argomento viene affrontato -oltre che qui di seguito- anche nel corso di FONDAMENTI DI INFRASTRUTTURE VIARIE (SECONDA PARTE, paragrafo "CIRCOLAZIONE STRADALE").

 

2) ASPETTI CRITICI DEI VEICOLI:

 

- Distanza di visuale libera e distanza di visibilità per l'arresto.

Si determina la formula della distanza di visibilità per l'arresto nelle sue varie componenti. Si trascura di trattare invece la sua "determinazione grafica" in funzione della velocità e della pendenza longitudinale attraverso gli abachi riportati nel D.M. 5/11/2001.

N.B. Questo stesso argomento viene affrontato -oltre che qui di seguito- anche nel corso di COSTRUZIONE DI STRADE, FERROVIE ED AEROPORTI (PRIMA PARTE).

 

- Fasce di ingombro e allargamenti in curva.

N.B. Questo stesso argomento viene affrontato -oltre che qui di seguito- anche nel corso di COSTRUZIONE DI STRADE, FERROVIE ED AEROPORTI (PRIMA PARTE).

 

-Sagoma limite.

N.B. Questo stesso argomento viene affrontato anche nel corso di FONDAMENTI DI INFRASTRUTTURE VIARIE (SECONDA PARTE, paragrafo "VEICOLI STRADALI").

Di conseguenza si tralascia di riportarlo in questa sede.

 

-Equilibrio del veicolo in curva.

N.B. Questo argomento -che trovate brevemente trattato qui di seguito- richiederebbe, prima di essere affrontato, la lettura del PAR. 5.2.4 del D.M. 5/11/2001 " PENDENZE TRASVERSALI DELLA PIATTAFORMA IN FUNZIONE DEL RAGGIO DELLE CURVE CIRCOLARI E DELLE VELOCITA'".

E' possibile scaricare il decreto -e quindi anche il suddetto paragrafo- gratuitamente da Internet. Un dettagliato riassunto è presente anche tra gli appunti del corso di  COSTRUZIONE DI STRADE, FERROVIE ED AEROPORTI. (PRIMA PARTE, titolo "ANDAMENTO PLANIMETRICO (PRIMA PARTE)").

 

3) ASPETTI CRITICI DEL CONTROLLO E  ASPETTI CRITICI DELL'AMBIENTE (intrusione visiva, emissioni e rumore).

 

4) LE RETI STRADALI

Si trattano le reti stradali, intese come un insieme di archi e nodi, suddivendole poi in RETI PRIMARIE, PRINCIPALI, SECONDARIE E LOCALI.

N.B. Questo stesso argomento viene affrontato anche nel corso di FONDAMENTI DI INFRASTRUTTURE VIARIE (SECONDA PARTE, paragrafo "LE RETI STRADALI").

Di conseguenza si tralascia di riportarlo in questa sede.

QUARTA, QUINTA, SESTA E SETTIMA LEZIONE:

La quarta, la quinta, la sesta e la settiman lezione sono dedicate allo studio dei PARAMETRI FONDAMENTALI DELLA CIRCOLAZIONE: portata, volume, velocità e densità.

 

La prima lezione tratta delle portate di traffico: come è possibile stimarle -a partire dai volumi di traffico- attraverso il PHF, e come determinare la portata di progetto sia attraverso il PHF che attraverso il TGMA. Infine si  apre una parentesi sul perchè, nel calcolare i volumi di traffico, gli intervalli di tempo considerati sono sempre di quindici minuti.

(Al termine della lezione, giacchè l'argomento lo richiede, sono riportati anche alcuni concetti di statistica che può essere utile sapere per comprendere meglio l'ultimo punto).

 

La seconda lezione, invece, introduce una nuova formula della portata basata sulla densità di traffico e sulla velocità. Il resto della lezione è dunque dedicato alla misurazione di queste due grandezze.

La terza lezione contiene ulteriori considerazioni riguardo densità e velocità, comprese le formule che ne permettono il calcolo. Infine, viene introdotta la "capacità di un tronco stradale", e si fornisce la formula che ne permette la determinazione in autostrada.

Infine, la quarta lezione ha come argomento centrale il calcolo della capacità di un tronco stradale in tutti gli  altri casi.

SECONDA PARTE:

PROGETTAZIONE SEMAFORI

Questa seconda parte comprende 6 lezioni (raggruppate in 3 fascicoli), contenenti tutte quante le nozioni necessarie per eseguire una progettazione semaforica.

1) ANALISI DI FATTIBILITA'

2) FASATURA (separazione dei conflitti)

3) TEMPORIZZAZIONE

4) VERIFICA (livelli di servizio)

 

P.S. La lezione 6 contiene un piccolo riepilogo generale e l'ultima parte di un esercizio svolto in classe. Nonostante di quest'ultimo non sia riuscita a trovare l'inizio, l'ho inserito comunque nel fascicolo, perchè penso che sia  ugualmente chiaro a leggersi ed utile per fissare le idee ed i concetti principali.

TERZA PARTE:

PROGETTAZIONE ROTATORIE

Questa terza parte comprende 5 lezioni (raggruppate in 3 fascicoli), contenenti tutte quante le nozioni necessarie per eseguire la progettazione di una rotatoria.

P.S. Gli appunti di questa ultima parte, pur essendo completi, richiederebbero a mio avviso di essere arricchiti con un testo aggiuntivo, in modo anche da essere compresi meglio in certi punti.

 

1) LEZIONE 1:  Si definiscono le rotatorie, indicandone anche l'importanza quale mezzo per aumentare la sicurezza di un incrocio. Una volta indicate le varie tipologie, si elencano le norme che le regolano. Successivamente si trattano brevemente le rotatorie di prima generazione (precedenza nei rami anzichè nell'anello) fornendo la formula per il calcolo della massima portata oraria, con la quale dimensionare la rotatoria. Si passa poi alle rotatorie di nuova generazione (precedenza nell'anello), fornendo due formule (Kimber e metodo svizzero) per il calcolo della capacità entrante. Infine, si analizzano brevemente le verifiche che una rotatoria -per essere ben progettata- deve superare (deflessione traiettorie, visibilità e pendenza trasversale).

 

2) LEZIONE 2: In questa lezione si riprendono alcuni degli argomenti della precedente, introducendo però anche ulteriori considerazioni sulle portate di traffico nei vari rami della rotatoria. Infine si definisce un ulteriore metodo per calcolare portate e capacità entrante: quello francese (SETRA e CETUR), utilizzato tra l'altro negli appunti anche per risolvere un piccolo esercizio.

 

3) LEZIONE 3: La terza lezione è inizialmente un riepilogo della lezione precedente, sebbene contenga anche alcune considerazioni sul calcolo della lunghezza media della coda nelle rotatorie ed introduca un'ultima normativa per calcolarne portate e capacità entrante: quella tedesca. Successivamente, si elencano quali sono gli indicatori prestazionali delle rotatorie, evidenziando anche quali -tra le normative viste in precedenza- permettono di calcolare l'uno o l'altro. Dopo gli indicatori prestazionali, si definiscono anche gli indicatori compatti (capacità semplice, riserva di capacità e capacità totale) e si illustra come calcolarli attraverso un piccolo esercizio.

 

4) LEZIONE 4: Questa quarta lezione è dedicata a illustrare il calcolo della CAPACITA' TOTALE tramite un metodo iterativo detto di GAUSS-SEIDL. Al termine è riportato anche un esempio numerico, che spero sia sufficientemente chiaro e comprensibile.

 

5) LEZIONE 5: L'ultima lezione riporta invece un metodo per determinare la matrice origine-destinazione, ovvero i flussi veicolari entranti e uscenti in ogni ramo della rotatoria. Anche questa lezione contiene alla fine un esempio numerico.